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Homepage > Appunti > Biologia Molecolare > Reazioni di splicing
Scritto da: lacellula il 2009-08-03. Ultima revisione : 2009-08-03. Leggi gli altri appunti di Biologia Molecolare.

Reazioni di splicing

Il meccanismo molecolare mediante il quale avviene lo splicing è ben conosciuto e coinvolge alcune transesterificazioni a livello della catena di pre-mRNA.

Dal punto di vista chimico gli attacchi che vengono compiuti sono di tipo nucleofilo; in queste reazioni una atomo maggiormente elettronegativo, ad esempio un ossigeno, attacca un altro atomo meno elettronegativo, come ad esempio un carbonio. Le parti di mRNA allontanate non vengono utilizzate proprio perché non codificano per nessuna proteina e vengono degradate dalle nucleasi; in questo modo le preziose basi possono essere nuovamente riutilizzate.

Meccanismo dello splicing

Illustrazione 38: Meccanismo e reazioni nello splicing

 

Una A, peculiare poiché si ritrova dentro l'introne, mediante il suo ossidrile in C-2, attacca il gruppo fosfato di giunzione tra la G dell'introne ed il resto dell'esone a monte. In questo modo si forma una catena corta di pre-RNA che si chiude su stessa che rimane legata all'esone a valle.

Una seconda trans-esterificazione tra l'ossidrile libero dell'esone a monte ed il fosfato di giunzione dell'esone a valle che lega il lariat, ovvero la formazione a “laccio” precedentemente costituita, unisce i due esoni. A questo punto lo splicing è stato compiuto e l'estremità intronica, che mantiene la caratteristica struttura lariat, è allontanata.

Le reazioni appena viste non sono spontanee ma sono catalizzate da enzimi classificabili come ribonucleoproteine snRPS. Questi complessi, formati da RNA e da nucleoproteine formano gli spliceosomi, con differenti coefficienti di sedimentazione; nei mammiferi gli spliceosomi hanno un coefficiente pari a 60S.

Esistono cinque snRPS's denominate U1, U2, U4, U5 ed U6. U1 ed U2 si legano a monte dell'introne mentre U5 si lega a valle. U4 ed U6, invece, si legano assieme al complesso preformato. Lo spliceosoma ha la capacità di far avvicinare, dal punto di vista spaziale, le estremità notevoli del sistema esone-introne che abbiamo appena illustrato per permettere gli attacchi nucloeofili e le conseguenti transesterificazioni a livello della catena di pre-mRNA da processare. Per poter compiere queste reazioni è richiesta energia sotto forma di ATP.

 

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