Introduzione alle reazioni argentometriche
Analisi argentometrica
L'argentometria racchiude le tecniche analitiche utilizzanti l'argento come titolante che sfruttano i principi di sintesi di molecole con una limitata solubilità che, in soluzione, precipitano. La molecola maggiormente usata nell'analisi argentometrica è il nitrato di argento (AgNO3).

La titolazione basata sulla reazione di precipitazione del nitrato di argento è di prima scelta quando si necessita di titolare gli alogenuri, i mercaptani, i cianati, i tiocianati ed altre molecole.
Il metodo argentometrico non si discosta molto, almeno in linea teorica, dal metodo volumetrico di titolazione acido base visto precedentemente e diverge soltanto in alcuni aspetti. La curva di titolazione possiede un diverso parametro che è il pAg, ovvero la concentrazione in termini di logaritmo negativo dell'argento, che prende il posto del pH. Come si calcola questo parametro? processo di titolazione è possibile imbattersi in tre eventi:
[-] Nessuna aliquota di nitrato di argento inserita. All'inizio, quando non è stato aggiunto il titolante il parametro pAg non può essere calcolato. Questo perché il -log(0) è indefinito.
[-] Prima dell'equivalenza. In genere la concentrazione del catione argento è troppo bassa per essere calcolata ma può essere facilmente essere ricavata la concentrazione dell'analita, ad esempio lo ione cloro, mediante la formula:

A questo punto è abbastanza facile calcolare la concentrazione dello ione argento dividendo il Kps di AgCl per la concentrazione appena ricavata di Cl-.

[-] Equivalenza. All'equivalenza la concentrazione di Ag+ è pari alla concentrazione di Cl-. Allo stesso tempo è utile ricordare che la concentrazione di Ag+ è pari alla radice quadrata del Kps de cloruro di argento. In altre parole:
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[-] Dopo l'equivalenza. Superato il punto di equivalenza si calcola la concentrazione dello ione argento mediante la formula:

Nell'argentometria è di fondamentale importanza l'utilizzo di un indicatore; in base al tipo di molecola utilizzata si distinguono tre tipi di analisi: metodo di Mohr, metodo di Volhard e metodo di Fajans.
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Metodo |
Descrizione |
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Metodo di Mohr |
Si utilizza per le soluzioni neutre o lievemente basiche per le analisi di alcuni alogenuri. È preferibile una soluzione basica poiché a pH acido l'indicatore (cromato di sodio) rimane maggiormente nella forma dissociata e poiché si potrebbe formare lo ione dicromato che è molto solubile. |
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Metodo di Fajans |
Reazione che utilizza la fluoresceina come indicatore per lo ione cloruro. È un metodo di assorbimento più che di precipitazione perché il Kps del fluoresceinato di argento non viene mai oltrepassato. |
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Metodo di Volhard |
Metodo che utilizza il Fe(III) come indicatore ed il tiocianato come titolante. È una tecnica poco adatta per le soluzione alcaline perché il ferro precipiterebbe sotto forma di idrossido di ferro. |






