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Home - Appunti - Citochimica_istochimica

Appunti di citochimica_istochimica da consultare liberamente


Introduzione alla citochimica ed istochimica(citochimica_istochimica)
Scritto da LaCellula, inserito il 21-06-2007
L'osservazione di un tessuto, a livello cellulare o subcellulare, è una condizione necessaria per poter effettuare una indagine biologica avente, ad esempio, fine diagnostico o sperimentale. Per effettuare una corretta osservazione si utilizzano metodi e tecniche di natura chimica-fisica applicandoli alle conoscenze tissutali e cellulari. La citochimica e l'istochimica rappresentano due discipline che vengono utilizzate in contemporanea per poter affrontare le indagini tissutali o cellulari.
Gli strumenti dell'indagine citoistologica(citochimica_istochimica)
Scritto da LaCellula, inserito il 21-06-2007
L'osservazione di un preparato viene eseguita grazie all'ausilio di alcuni strumenti che servono sia per osservare che per preparare il tessuto in questione. Questi strumenti sono il microtomo, che taglia sottili fette del preparato, ed il microscopio che permette una visione ingrandita dello stesso.
Il microscopio ottico(citochimica_istochimica)
Scritto da LaCellula, inserito il 21-06-2007
Il microscopio ottico è uno strumento utilizzato per osservare preparati istologici con un modesto ingrandimento. La capacità visiva in un microscopio ottico si attesta mediamente sui 100-400 ingrandimenti per cui in un tessuto formato da cellule di media dimensione, circa 20 μM, queste verranno ingrandite di 100-200 volte.
Il microscopio elettronico(citochimica_istochimica)
Scritto da LaCellula, inserito il 21-06-2007

I microscopi elettronici.

Il funzionamento di un microscopio elettronico differisce sotto molti aspetti dal funzionamento di un microscopio ottico. L'immagine non viene visualizzata grazie un fascio di luce trasmessa ma viene “fotografata” la superficie di un campione opportunamente preparato.

Nel microscopio a scansione (SEM) un fascio di elettroni, generato da un apposita struttura, viene condensato in due o tre stadi e convogliato contro il preparato. Gli elettroni “rimbalzano” sullo strato del preparato, che non si lascia trapassare dagli elettroni, e vengono intercettati da un rivelatore che, in base al punto di contatto, genera un segnale. Tale impulso viene amplificato elettronicamente e visualizzato grazie ad un monitor.

Nel microscopio a trasmissione (TEM) il campione viene preparato per essere quanto più sottile possibile. Il fascio di elettroni, a differenza di quanto illustrato nel SEM, non rimbalza lungo la superficie del campione ma lo attraversa. Un rivelatore capta gli elettroni e genera una immagine bidimensionale.

Il vantaggio della microscopia elettronica è, indubbiamente, rilevabile nella grandissima potenza di ingrandimento che può toccare oltre i 50.000X. Gli svantaggi, però, sono notevoli. Il microscopio elettronico è uno strumento dal costo non indifferente e, inoltre, i metodi di preparazione dei tessuti per l'osservazione comportano un tempo ed un costo di diverse misure maggiore rispetto all'analisi effettuata con il microscopio ottico. C'è anche da considerare il training dell'operatore per ogni singolo microscopio presente nel mercato.

Il microscopio a fluorescenza(citochimica_istochimica)
Scritto da LaCellula, inserito il 23-06-2007
Il microscopio a fluorescenza è uno strumento mediante con il quale si rileva la luce assorbita e riemessa da particolari molecole.
I microtomi(citochimica_istochimica)
Scritto da LaCellula, inserito il 30-06-2007
I microtomi sono strumenti meccanico-elettronici il cui compito è quello di sezionare parti di tessuto animale già fissato ed incluso nel mezzo di inclusione. Questo attrezzo seziona fette sufficientemente sottili del preparato pronte per essere osservate al microscopio ottico. Per quanto riguarda l'indagine in microscopia elettronica, invece, il microtomo non ha largo uso in quanto il preparato viene montato e ricoperto in modo differente.
La preparazione di un campione(citochimica_istochimica)
Scritto da LaCellula, inserito il 30-06-2007
La preparazione di un campione è un passo fondamentale nell'analisi citologica. Dei buoni risultati finali si ottengono prestando attenzione alle fasi iniziali del processo. L'indagine è infatti compromessa se il campione viene allestito in modo non sufficientemente preciso.
Localizzazione ed indagine dei carboidrati(citochimica_istochimica)
Scritto da LaCellula, inserito il 02-07-2007
I carboidrati o idrati di carbonio o zuccheri sono molecole monomeriche o polimeriche formati da atomi di carbonio, idrogeno ed ossigeno. Il carboidrato più semplice è la gliceraldeide presente nelle due sue forme chirali D ed L. Gli zuccheri di valenza biologici sono simili, per la conformazione di un particolare atomo chirale, alla D-gliceraldeide per cui vengono definiti zuccheri della serie D.
Localizzazione ed indagine dei lipidi(citochimica_istochimica)
Scritto da LaCellula, inserito il 02-07-2007
I lipidi sono una componente cellulare di grande rilevanza biologica. La loro particolare struttura, ed il fatto che questi si concentrano perlopiù in zone cellulari ben definite, rende necessario un approccio particolare nella fase di indagine.
Localizzazione ed indagine degli acidi nucleici(citochimica_istochimica)
Scritto da LaCellula, inserito il 02-07-2007
Gli acidi nucleici sono molecole biologiche dall'enorme importanza. Sono delle lunghe catene eteropolimeriche formate da nucleosidi legati tra loro da ponti fosforici. Attraverso gli acidi nucleici è possibile conservare l'informazione genetica e trasmetterla per la riproduzione cellulare.
Sistema avidina biotina e ABC(citochimica_istochimica)
Scritto da LaCellula, inserito il 02-07-2007
Il sistema avidina biotina è una tecnica di amplificazione del segnale utilizzata in immunoistochimica. Il vantaggio del complesso avidina-biotina consiste nel fatto che per un singolo antigene è possibile triplicare l'azione del colorante amplificando, di fatto, il segnale visibile al microscopio


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Articolo a caso
Orbitali molecolari dell'ossigeno e spiegazione del suo paramagnetismo
Scritto da lacellula, inserito il 19-02-2006

Secondo la teoria degli orbitali molecolari l'ossigeno ha, nel proprio orbitale molecolare, uno sbilancio di elettroni. La configurazione degli elettroni lungo gli orbitali, infatti, lascia due singoletti con spin uguale nell'orbitale molecolare π2s.


 
 
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