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Introduzione alla citochimica ed istochimica (categoria: citochimica_istochimica)
Scritto da: LaCellula il 21-06-2007

Introduzione.

A cosa serve “indagare sulla vita” avendo come punto di riferimento della questiona la Scienza? Dare una risposta a questa domanda non è semplice come, ad una prima analisi, potrebbe apparire poiché si deve ben definire il concetto di “analisi” in quei campi che spaziano dalla biologia alla medicina, passando per tutto ciò che è intermedio, come la neurologia, l'istologia e la citologia. Ai giorni d'oggi si indaga sulla vita per fini strettamente medici o, in altri termini, per effettuare delle diagnosi.

Grazie a Pasteur abbiamo compreso che esiste un livello di vita ben più piccolo rispetto a quanto è visibile dai nostri occhi. La piccola cellula può essere studiata per comprendere il più grande tessuto poiché cellula e tessuto sono due entità biologiche strettamente correlate tra loro.

Lo sviluppo della Scienza Medica ha aperto nuove frontiere riguardanti la comprensione e la lotta delle patologie che, in quanto tali, possono essere molto eterogenee tra loro sia dal punto di vista della comparsa, ad esempio in base all'età, sia per quanto riguarda la sintomatologia specifica. Le malattie possono essere difficilmente rilevabili ad “occhio nudo” e necessitano di sempre più sofisticati strumenti di analisi che, per fortuna, sono a disposizione negli ospedali e nei laboratori diagnostici. Per questo motivo per diagnosticare una patologia si deve, quasi sempre, operare una ricerca microscopica o ancora più specifica, come nel caso dei vari test genetici.

Esiste un livello più amplio di indagine patologica che coinvolge la popolazione. L'influenza stagionale è un chiaro esempio in quanto una intera popolazione ne viene colpita. Una patologia, oltre che un evento possibile in una comunità, è in prima istanza una realtà che colpisce il singolo individuo.

Il virus dell'influenza stagionale colpisce, nel mondo, decine di milioni di persone ma per essere rilevato in modo preciso l'analisi viene fatta sul singolo e non sulla popolazione, che rappresenta la diretta conseguenza delle indagini effettuate. Quando una patologia è manifesta, o quando si sospetta sia in corso od in fase di formazione, è possibile individuarla mediante l'analisi dei tessuti (istoanalisi), delle singole cellule (citoanalisi) o dei fluidi corporei da questi prodotti. Nonostante la complessità dell'organismo è relativamente facile diagnosticare una patologia.

Il tessuto è costituito da una varietà di elementi di caratterizzazione morfologica, chimica e funzionale differente. Nel tessuto c'è una unità base, ovvero la più piccola unità funzionale che ricalca la fisiologia del tessuto stesso, che è la cellula. Dagli studi citologici, ovvero dagli studi sulla cellula, si osserva la sua struttura ed ultrastruttura interna. Il citoplasma, il nucleo, il REL, i mitocondri e i corpi del Golgi sono soltanto alcune delle strutture che hanno una specifica funzionalità e che possono essere apprezzate grazie all'analisi microscopica.

L'indagine del tessuto in modo globale, ovvero l'analisi della sua morfologia e della sua funzionalità, è in diretta correlazione con l'analisi morfofunzionale delle cellule che lo compongono. La necrosi di un tessuto, ad esempio, è l'effetto globale che si vede nel tessuto ma la cui causa è da ricercare nella singole cellule che formano il tessuto. Ci sono tanti altri esempi per comprendere come indagine tissutale ed indagine citologica vanno di pari passo e si svolgono per fini curativi, come ad esempio la ricerca di tumori, o per fini esclusivamente diagnostici come avviene nella ricerca della sclerosi laterale amiotrofica per la quale non ci sono, al momento, cure.

Strumenti e tecniche.

Per poter effettuare l'indagine istologica ci si deve affidare a degli strumenti osservando dei protocolli di lavoro o, più semplicemente, delle tecniche. Gli “strumenti” sono tutti i mezzi mediante i quali viene svolta l'indagine mentre con il termine “tecniche” si indicano le varie procedure con le quali viene operata l'indagine. Il microscopio è uno strumento mentre la colorazione del campione è una tecnica. Con il microscopio, che è uno strumento, si osserva ciò che si colora, mediante la tecnica..

Esistono differenti tipi di strumenti e, per ognuno di essi, possono esistere differenti modelli proprio come esistono diverse tecniche, usate perlopiù con protocolli simili. I microscopi, ad esempio, rappresentano una classe eterogenea di strumenti “per vedere il piccolo” contraddistinta da differenti modelli (microscopi ottici, elettronici, a fluorescenza). Ogni microscopio, inoltre, ha una propria peculiarità in quanto può essere formato da lenti di diversa qualità, o elementi solidi che assicurano una maggiore precisione nell'analisi.

Di per sé il solo microscopio non serve a molto se non si adottano delle metodologie con le quali si rende possibile la visualizzazione del preparato cito-istologico. Vedremo in avanti questi “protocolli” con i quali è possibile osservare, più o meno in dettaglio, i compartimenti tissutali o cellulari e, per adesso, possiamo limitarci nel dire che utilizzando diverse tecniche possiamo fare in modo di immobilizzare l'attività tissutale, per prevenire i fenomeni di autolisi, colorare opportune zone in base a determinati fattori propri del campione che possono, ad esempio, essere la presenza di lipidi, di zuccheri, di acidi nucleici o di proteine in genere.

L'osservazione del campione può anche essere ripetuta nel tempo ma per fare questo è necessario impedire la degradazione del campione, dovuta alle reazione di autolisi tipiche dei tessuti viventi. Mediante l'utilizzo degli strumenti e l'applicazione delle tecniche, nuovamente, è possibile includere il tessuto in un ambiente adatto ad essere conservato per anni, se non decenni, preservandone però lo stato per garantire una sufficiente qualità di analisi dello stesso nel corso degli anni.



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Keywords del documento:
citochimica, istochimica, strumenti e tecniche



 
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Le reazioni di sostituzione nucleofila degli alcoli.
Scritto da lacellula, inserito il 17-09-2006

Gli alcoli operano reazioni di sostituzione nucleofila Sn1 ed Sn2. Il tipo di reazione tiene conto dell'alcol: se è primario la reazione avrà una cinetica di tipo Sn2, se è terziario la reazione seguirà una cinetica Sn2. Alcoli secondari possono presentare ambedue tipi di reazione.


 
 
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