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Home - appunti - citochimica_istochimica - Localizzazione ed indagine degli acidi nucleici

Localizzazione ed indagine degli acidi nucleici (categoria: citochimica_istochimica)
Scritto da: LaCellula il 02-07-2007

Nucleotidi, DNA e RNA.

Gli acidi nucleici sono molecole biologiche dall'enorme importanza. Sono delle lunghe catene eteropolimeriche formate da nucleosidi legati tra loro da ponti fosforici. Attraverso gli acidi nucleici è possibile conservare l'informazione genetica e trasmetterla per la riproduzione cellulare. Dal punto di vista strutturale i nucleosidi sono formati da uno zucchero (ribosio nel RNA, deossiribosio nell'DNA) e da una base azotata. Le catene nucleosidiche sono legate mediante ponti fosforici.

Gli acidi nucleici possono essere individuati, mediante l'indagine, usando alcune tecniche:.

  • Reazione di Feulgen.
  • Reazione basofila di dimostrazione del fosfato.
  • Autoradiografia.

Tecniche di analisi dei nucleotidi, del DNA e dell' RNA.

La colorazione di Feulgen è un metodo semplice ed economico per mettere in evidenza il DNA. Attraverso una blanda idrolisi è possibile separare il ribosio dalla base e dall'acido fosforico. Dopo la separazione si colora il tutto attraverso il reattivo di Schiff (fucsina basica) e il preparato assume nelle zone di presenza del DNA una tonalità rossa o rosso-scura. La colorazione di Feulgen è valida soltanto per il DNA e non per l' RNA che presenta un ribosio più resistente all'idrolisi.

L'autoradiografia è un modo per tracciare un nucleotide all'interno della cellula al fine di tracciare il suo movimento e la sua localizzazione. Attraverso un nucleotide marcato radioattivamente, utilizzando ad esempio il trizio od un carbonio radioattivo, è possibile seguire lo spostamento del nucleotide marcato mediante l'utilizzo di rilevatori di radioattività o tecniche radiofotografiche.

Il gruppo fosfato, in ultima analisi, che nella catena di DNA/RNA funge da ponte può essere dimostrato utilizzando la dimostrazione basofila del fosfato.

Estrazione e rilevazione del DNA.

Nonostante il DNA rappresenti la molecola chiave della vita la sua estrazione non è affatto difficile a patto di operare con gli strumenti giusti. Dal punto di vista tecnico l'attrezzatura necessaria per ottenere del DNA con un sufficiente grado di purezza consiste in pochi mezzi di laboratorio: delle provette, un contagocce, un becker e vari recipienti riscaldabili. I reagenti chimici da usare si limitano ad un sapone, o detergente, per demolire la membrana cellulare ed un alcol per far precipitare il DNA.

Opzionalmente possono essere usati degli enzimi proteolitici per allontanare la parte proteica invischiata nella molecola di acido deossiribonucleico.

I passi per ottenere del DNA sono i seguenti:

Riscaldare a 60-70°C, per 20 minuti, in acqua e sapone poco concentrato il tessuto da analizzare per bloccare l'attività proteolitica degli enzimi e per digerire la membrana.

Raffreddare il tutto in acqua quasi ghiacciata per un tempo di 7-10 minuti.

Filtrare, mediante delle maglie non troppo strette il tessuto ridotto in poltiglia dopo l'esposizione al calore.

Eventualmente usare un enzima proteolitico per la rimozione degli istoni. (Passo opzionale).

Far precipitare il DNA, attualmente invisibile, mescolando una quantità non eccessiva di alcol.

Colorare utilizzando un colorante acidofilo come l'ematossilina (in blu) o toluidina (blu-violetto).



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Keywords del documento:
colorazione, acidi nucleici, nucleotidi, dna



 
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Il complesso maggiore di istocompatibilità nell'uomo (HLA)
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