Lipidi.
I lipidi, dal punto di vista strettamente biochimico, sono degli esteri di acidi grassi con il glicerolo, o glicerina. Secondo la nomenclatura IUPAC il glicerolo è un 1,2,3-propantriolo per cui possiede tre gruppi ossidrilici e tre atomi di carbonio.
Dal punto di vista biologico i lipidi, o generalmente triacilgliceroli (meno corretta la definizione di trigliceridi), sono molecole dall'enorme importanza in quanto costituiscono una fonte di riserva energetica, possiedono un ruolo strutturale per quanto riguarda la formazione delle membrane biologiche e rappresentano, grazie alla classe degli steroidi, dei messaggeri ormonali.
In base al tipi di struttura è possibile classificare diversi tipi di lipidi. La struttura è generalmente determinata dal sostituente di uno dei tre atomi di idrogeno ossidrilici.
Innanzitutto si può operare una distinzione tra lipidi saturi e lipidi insaturi. I primi hanno, nelle catene laterali aciliche, carboni ibridizzati sp3 e pertanto presentano soltanto singoli legami. I lipidi insaturi, invece, possono presentare una o più insaturazioni.Una classificazione strutturale dei lipidi si basa sul tipo di catene e sul sostituente di uno dei tre gruppi ossidrilici del glicerolo o, in altri casi, della sfingomielina. Si distinguono quindi, oltre ai triaciligliceroli, i fosfolipidi che sono dei lipidi che generalmente possiedono una catena acilica satura assieme ad una insatura e un gruppo fosfato, sfingolipidi che sono simili ai lipidi ma presentano al posto del glicerolo la sfingosina, sfingofosfolipidi che sono sfingolipidi aventi come sostituente un gruppo fosfato. Altre molecole possiedono delle caratteristiche simili a quelle dei lipidi pur presentando una struttura diversa: queste sono gli steroli tra cui spicca il colesterolo.
Tecniche di analisi dei lipidi.
Le tecniche di analisi dei lipidi iniziano dalla fissazione del tessuto da studiare. La fissazione può essere ottenuta mediante metodi fisici o metodi chimici. La fissazione tramite freeze-drying è la procedura fisica più utilizzata, sebbene è molto impegnativa e costosa. Garantisce ottimi risultati a patto che venga eseguita con particolare cura. In alternativa i lipidi possono essere fissati usando la glutaraldeide, o l'aldeide formica (formalina). I metodi appena descritti possono però portare alla parziale distruzione della componente lipidica. Per quanto riguarda la colorazione dei lipidi questa differisce in modo più o meno sostanziale a seconda del tipo di molecola da osservare. E' per questo motivo che pur essendo nella stessa famiglia di composti biochimici il colesterolo viene colorato con un colorante differente rispetto ad un fosfolipide. In linea generale i lipidi possono essere localizzati mediante l'ausilio di lisocromi. I lisocromi sono molecole aventi gruppi cromofori con scarsa affinità per l'acqua ed alta affinità per i lipidi nei quali si sciolgono. Mediante i lisocromi disciolti è possibile vedere al microscopio zone più o meno colorate che sono indice che la sostanza si è disciolta dentro un ammasso lipidico.
I lipidi insaturi vengono colorati grazie alla reazione del tetraossido di osmio (OsO4) che reagisce riducendosi a biossido di osmio (OsO2).
I fosfolipidi vengono individuati grazie alla tecnica PAS (Periodic Acid Schif) che, come abbiamo già visto per l'indagine dei carboidrati, consiste nel trattamento del tessuto con acido periodico e successiva reazione di contrasto con la fucsina basica.
I plasmalogeni rappresentano una sottoclasse dei fosfolipidi. Possono essere rilevati mediante l'utilizzo della tecnica di colorazione di Feulgen
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