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Homepage > Appunti > Fisiologia vegetale > Localizzazione della fotosintesi
Scritto da: lacellula il 2008-09-28. Ultima revisione : 2008-09-28. Leggi gli altri appunti di Fisiologia vegetale.

Localizzazione della fotosintesi

Non tutta la pianta opera la fotosintesi clorofilliana. Un prerequisito chiave per lo svolgimento di questo processo è quello per il quale le cellule fotosintetiche devono essere esposte ad un sufficiente quantitativo di luce. Per questo motivo le radici, che affondano nella terra, non possono essere eleggibili per compiere le reazioni fotosintetiche a differenza della foglia e del fusto che, di norma, sono parti esposte alla radiazione solare per un tempo sufficientemente ampio.

L'organulo subcellulare nel quale si svolge la fotosintesi è il cloroplasto. Questo presenta una doppia membrana biologica ed una organizzazione ultrastrutturale caratteristica osservabile al microscopio elettronico. Nello stroma, che è lo spazio interno alla membrana del cloroplasto, sono presenti i tilacoidi ovvero compartimentazioni interne che non comunicano direttamente con l'esterno. I tilacoidi sono organizzati in modo da rimanere impilati, ovvero uno sopra all'altro, formando le cosiddette grana dei tilacoidi. Le varie grana dei tilacoidi sono unite dalle lamelle stromatiche.

I pigmenti

Nome

Presenza

Assorbimento

Clorofilla “a”

PS-II (P680)

PS-II (antenna prossimale)PS-II (antenna distale)PS-I (P700)

680nm(rosso)700nm (rosso) nel PS-I

Clorofilla “b”

PS-II (antenna distale)

480nm(verde)

Carotenoidi

PS-I

500nm(blu)

Tabella: Picco di assorbimento e localizzazione dei principali pigmenti fotosintetici

Abbiamo già osservato che i fotoni colpiscono gli organi fotosintetici in strutture ben determinate che prendono il nome di pigmenti. Dal punto di vista biochimico i pigmenti sono molecole molto eterogenee tra loro ma c'è un elemento in comune che è dato dalla presenza di atomi, o di legami, particolari che riescono a captare il fotone, eccitandosi, ad una determinata lunghezza d'onda. Per quanto riguarda l'assorbimento è bene chiarire che ogni pigmento possiede un proprio optimum di frequenza che corrisponde ad un determinato colore dello spettro visibile nel quale l'efficienza di assorbimento, ovvero la capacità di tramutare l'energia quantica in energia capace di eccitare il pigmento, risulta ottimale. La clorofilla “a” assorbe ad una lunghezza d'onda di 680nm che corrisponde al colore rosso, la clorofilla “b” assorbe a 480nm (verde) mentre i carotenoidi hanno un picco di assorbimento pari a 500nm (blu).

 

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