Linee pure
Mendel si soffermò sull’analisi di un singolo carattere alla volta. Ad esempio, durante il susseguirsi delle generazioni, osservò il tipo di baccello, la posizione del fiore o la morfologia del seme. Per evitare “contaminazioni” lasciò autofecondare le piante per numerose generazioni. In questo modo un carattere, ad esempio il tipo di seme liscio o rugoso, si mantenne inalterato nella progenie. Questo punto, secondo Mendel, era di fondamentale importanza. Se non avesse avuto una ragionevole certezza che il carattere studiato era sempre presente nella progenie i risultati sarebbero stati falsati.
Una linea pura, nella genetica moderna rappresenta una serie parentale che, rispetto a un determinato carattere, genera individui con lo stesso fenotipo. Per ipotesi, una popolazione isolata di topi che, a seguito di riproduzioni, mostra sempre il pelo bianco si definisce “linea pura per il colore del pelo”. Ovviamente delle variazioni fenotipiche possono sempre avvenire a causa, ad esempio, di mutazioni nel DNA; tuttavia Mendel non considerò queste evenienze, poiché potevano inficiare in una minima parte gli esperimenti.

