Appunto scritto da: Fabrizio il 2005-12-18. Data ultima revisione: 0000-00-00. Leggi gli altri appunti di Istologia.

Epidermide, citomorfosi cornea, melanina e melanociti

n style="font-weight: bold;">Introduzione all'epidermide.
L'epidermide è un tessuto cheratinizzato che, nell'analisi istologica, può essere classificata come epitelio pluristratificato cheratinizzato poichè presenta più strati, di differente composizione citologica, che vanno incontro al processo di cheratinizzazione.
La funzione primaria dell'epidermide è quella di proteggere i tessuti sottostanti dall'azione di agenti fisici esterni e da forze che potrebbero risultare dannose. Grazie alla disposizione delle cellule, infatti, l'epidermide non è facilmente permeabile da sostanze acquose o da agenti patogeni come spore, virus o batteri.

Costitutizione dell'epidermide.
Al microscopio l'epidermide appare come un tessuto formato da cinque strati che, dalla profondità verso la superficie libera, prendono il nome di strato basale, strato spinoso, strato granuloso, strato lucido e strato corneo. Gli elementi citologici di ognuno di questi strati hanno caratteristiche particolari e, tendenzialmente, tendono a perdere funzionalità e componenti interni con il procedere degli strati nel senso che le cellule, partendo dallo strato basale, possiedono una buona funzionalità riproduttiva mentre procedendo iniziano a degenerare seguendo il processo dell'apoptosi. Ma per quale motivo le cellule vanno incontro all'apoptosi, che è la morte programmata, e non rimangono vive? Se fossero vive le loro membrane potrebbero essere direttamente attaccata da patogeni, come ad esempio i virus, e potrebbero assorbire tutto ciò che viene deposto sulla pelle. Da morte, grazie anche alla cheratinizzazione, costituiscono una efficiente barriera.

La citomorfosi cornea.
Il processo di cheratinizzazione prende il nome di citomorfosi cornea ed è proprio dell'epidermide. Mediante la citomorfosi le cellule sviluppano un sistema interno cheratinizzato, simile ad un reticolo fibrillare, che presenta la proteina cheratina. La citomorfosi cornea ha come risultato la trasformazione delle cellule staminali dello strato basale in cellule cornee, laminari, dalla tipica conformazione cheratinizzata ovvero dura e impermeabile.

Gli strati dell'epidermide.
Gli strati dell'epidermide sono cinque e, partendo dalla parte più profonda del tessuto verso la zona libera, prendono il nome di strato basale, strato spinoso, strato granuloso, stato lucido e strato corneo.
  • Lo strato basale è costituito da cellule staminali di tipo unipotente, che cioè possono differenziarsi in un solo tipo di cellule. La cellula basale si divide in due cellule di cui una si trasforma mentre l'altra permane ad essere staminale. In questo modo si assicura la ripopolazione dello strato basale e la continua rigenerazione del tessuto.
  • Lo strato spinoso è formata da circa cinque ordini di cellule che formano delle "spine" che si invaginano nello strato basale.
  • Lo strato granuloso inizia a presentare dei granuli, di cheratoialina, secreti dalla cellula stessa e presenti all'interno del citoplasma senza membrane divisorie.
  • Lo strato lucido è costituito da pochi ordini di cellule che hanno la proprietà di riflettere molto vistosamente la luce.
  • Lo strato corneo, conosciuto anche come strato desquamante, è costituito da cellule morte che iniziano a sfaldarsi disperdendosi all'esterno.
I melanociti e la melanina.
Lo strato basale dell'epidermide è costituito da cellule staminali. Tali cellule a contatto con la radiazione solare che potrebbe filtrare gli altri strati soprastanti potrebbero essere danneggiate, a livello cromosomico. Per risolvere questo inconveniente nell'epidermide sono presenti i melanociti che secernono una particolare molecola chiamata melanina. La melanina ha il compito di ostacolare il trapasso dei raggi ultravioletti, o comunque di ogni componente dello spettro della luce che potrebbe danneggiare lo strato basale, e per questo motivo appaiono presenti, scurendo il colore della pella, all'aumentare dell'intensità della luce solare.
Quando i melanociti si raggruppano in specifiche zone dell'epidermide si formano le lentiggini o e efelidi.