La matrice extracellulare del tessuto connettivo
Scritto da: Fabrizio il 2005-11-25.Data ultima revisione: 0000-00-00
La matrice extracellulare del tessuto connettivo è generata della componente cellulare autocnona ed è una sostanza amorfa acquisa. A differenza di altri tessuti il connettivo possiede una gran quantità di matrice extracellulare ed è grazie ad essa che alcune proprietà sono rese al tessuto connettivo.
La presenza di particolari strutture molecolari, come ad esempio determinate proteine, all'interno della matrice extracellulare rende il tessuto connettivo molto resistente a stress fisici come la trazione e la compressione. Non tutti i tessuti connettivi possono essere compressi o "stirati" senza che si verifichi una rottura ma alcune classi del connettivo reggono bene le suddette azioni. E' il caso del tessuto osseo o del tessuto cartillagineo (connettivi specializzati) che grazie alla particolare consistenza cellulare della matrice, la quale si presenta sotto forma di gel solidificato o semirigido, può sopportare eventi di trazione e compresione.
Composizione della matrice extracellulare.
Da un punto di vistra strettamente organizzativo la matrice extracellulare del tessuto epiteliale può essere classificata in due fasi: una fase disperdente acquosa e una fase dispersiva.
Nella fase dispersiva sono presenti i costituenti più importanti della matrice, come ad esempio gli enzimi e le varie classi proteiche.
Le proteine della matrice extracellulare.
Nella matrice extracellulare sono presenti: proteine fibrose, proteine reticolari, proteoglicani e glicoproteine. Queste ultime due classi di proteine prendono parte della cosiddetta sostanza fondamentale.
I proteoglicani.
I proteoglicani sono una classe di proteine formate da un asse proteico centrale, più o meno lungo, sul quale si ramificano un quantitativo elevato di GAG (Glicosaminoglicani). I glicosaminoglicani possono essere sia solforati che non solforati.
Le glicoproteine.
Le glicoproteine sono paragonabili ai proteoglicani con la differenza che la componente ramificata non è estenuamente presente. Le glicoproteine, nella matrice extracellulare del connettivo, si suddividono in glicoproteine associate, glicoproteine di struttura e glicoproteine connesse ai processi di calcificazione.
Le glicoproteine strutturali sono state, di recente, isolate e sembrano avere un enorme interesse biologico. Le proteine strutturali, infatti, hanno il compito di creare un "ponte" tra le molecole presenti nella matrice extracellulare e la componente cellulare presente nella matrice stessa. Alcune proteine strutturali sono la fibronectina, la condronectina e l'osteonectina.
Fibre.
La matrice extracellulare del tessuto connettivo presenta una quantità considerevole di strutture molecolari conosciute come fibre. Le fibre sono in larga parte responsabili delle proprietà fisiche del connettivo e si dividono in fibre collagene, fibre reticolari e fibre elastiche.
Fibre collagene.
Il collagene è una proteina strutturalmente complessa. E' il risultato dell'assemblaggio di tre catene chiamate microfibrille che, intrecciandosi, formano una lunga fibra. Le microfibrille, a loro volta, sono formate da molecole di tropocollagene.
Dal punto di vista biochimico il collagene è una proteina formata da tre aminoacidi: la prolina, l'idrossiprolina e la glicina.
Fibre elastiche.
Le fibre elastiche sono strutture capaci di sopportare notevoli forze di trazioni arrivando ad allungarsi fino al 150% della loro dimensione originale. Sono formate da diverse microfibre intrecciate tra loro formando, spesso, reti anastomizzate. Qualora le fibre elastiche non si presentano sotto forma anastomizzata esse sono presenti sotto forme isolate.
Membrana basale.
La membrana basale è uno strato intermedio tra il connettivo ed altri tessuti. Per quanto riguarda il tessuto epiteliale, ad esempio, la membrana basale è tra epidermide e derma e, solitamente, ha il compito di fornire nutrimento attraverso le proprie cellule. La membrana basale ha anche funzione filtrativa.