Appunto scritto da: Fabrizio il 2005-11-29. Data ultima revisione: 0000-00-00. Leggi gli altri appunti di Istologia.

Tessuto connettivo propriamente detto

style="text-align: center;">Tessuto connettivo propriamente detto
Introduzione al tessuto connettivo propriamente detto.
Sotto la denominazione di connettivi propriamente detti sono presenti diversi tessuti dalle caratteristiche globali differenti ma con alcune proprietà comuni. La parte comune dei connettivi propriamente detti è da ricercare nell'origine di quest'ultimi poichè essi derivano dal mesenchima. Il mesenchima è il tessuto connettivo embrionale, cioè il tessuto in fase di formazione, e deriva in gran parte dal mesoderma e dagli altri due foglietti embrionali.
Morfologicamente il tessuto connettivo appare come una massa priva di consistenza, perlopiù gelatinosa, che tende ad infiltrarsi negli organi in formazione facendo così da sostegno.

Tessuto fibrillare lasso.
Il tessuto fibrillare lasso è il tessuto connettivo in assoluto più presente negli organismi in quanto si trova ad occupare la cavità, o stroma, degli organi. Il fibrillare lasso è anche un tessuto ubiquitario, dotato cioè di più caratteristiche funzionali, in quanto oltre a rivestire lo stroma forma anche uno "scheletro" di sostegno. E' grazie a questa impalcatura, non troppo rigidida e nemmeno troppo fragile, che l'organo può assumere una ben definita forma senza rinunciare ad una relativa plasticità.

Dal punto di vista costitutivo il tessuto fibrillare lasso appare come una rete di fibre collagene dalle maglie molto larghe immerse in abbondante matrice extracellulare. La matrice extracellulare appare gelificata e presenta un liquido caratterstico: il liquido tissutale o liquido interstiziale.

Il tessuto fibrillare lasso si rinviene, tra le altre locazioni, nella tonaca sottomucosa propria di pezzi di apparato digerente.

Tessuto fibrillare denso.
Il tessuto fibrillare denso appare come associazione di fibre collagene ma, a differnza del tessuto fibrillare lasso che è anch'esso composto da fibre collagene, non sia apprezza una gran quantità di matrice cellulare e la componente cellulare di tale tessuto è rappresentata dai fibrociti.

A seconda di come le fibre di collagene si intrecciano si distinguono i seguenti tessuti connettivi:

  • Fibrosi a fibre parallele
  • Fibrosi a fasci intrecciati
  • Fibrosi a fasci incrociati
  • Fibrosi capsulari
  • Fibrosi lamellari

Fibroso a fibre parallele.
Nel tessuto connettivo fibroso a fibre parallele le fibre sono disposte parallelamente tra loro. Questa particolare morfologia fa si che il tessuto abbia una elevata capacità di resistere all'allungamento. Il tendine, ad esempio, è un tessuto conettivale a fibre parallele e da questa particolare disposizione delle fibre ne deriva la sua straordinaria resistenza alla trazione. Dal punto di vista degli stress meccanici il tessuto a fibre parallele ha una buona capacità di rigenerarsi.

Fibroso a fasci intrecciati.
A differenza del fibroso a fibre parallele il fibroso a fasci intrecciati, per via della disposizione delle fibre di collagene, resiste più alla compressione che alla trazione. La matrice extracellulare non è apprezzabile in quantità.

Fibroso a fasci incrociati.
Il tessuto connettivo fibroso a fasci incrociati è formato da più piani di fibre collagene. Ogni pianto è formato da fasci paralleli di fibre con orientamento spaziale diverso.

Fibroso capsulare.
Il tessuto fibroso capsulare appare costituito da  un insieme di fibre collagene disposte in modo casuale. E' il tessuto costituente la cosidetta  "capsula esterna" di molti organi.
 
Fibroso lamellare.
Il tessuto fibroso lamellare appare come un tessuto formato da fibre di collagene avvolte a spirale.


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