Appunto scritto da: Fabrizio il 2005-12-17. Data ultima revisione: 0000-00-00. Leggi gli altri appunti di Istologia.
Tessuto muscolare liscio
Il muscolo liscio è costituito da fibrocellule muscolari avvolti da una membrana che prende il nome di sarcolemma a sua volta rivestito da una lamina basale. Il tessuto muscolare liscio è un tessuto non comandato dalla volonta e, per questo motivo, viene definito tessuto muscolare involontario. Da un punto di vista delle prestazioni è meno prestante del tessuto muscolare striato scheletrico ma il campo d'operazione ad esso domandato è sicuramente diverso. Lo funzionalità del tessuto muscolare liscio si assolve nello svolgere compiti che non richiedono una particolare forza o resistenza.
Dislocazione del tessuto muscolare liscio.
Il tessuto muscolare liscio costituisce la tonaca propria di alcuni organi, le tonache muscolari degli organi cavi e si trova in altre locazioni, tra cui i muscoli erettili del pelo e i vasi sanguiferi.
Struttura del tessuto muscolare liscio.
Il sarcoplasma è delimitato da un plasmalemma e da una lamina basale, proprio come nella maggior parte dei tessuti muscolari e al suo interno trovano posto i mitocondri e gli organi tipici della cellula eucariote come l'apparato del golgi ed i ribosomi. Le fibrocellule muscolari lisce hanno forma allungata e le proteine di contrazione, actina e miosina, differiscono leggermente in composizione chimica rispetto alle proteine contrattili del muscolo striato.
Contrazione del tessuto muscolare liscio.
Esistono due tipi di contrazione del muscolo liscio, espressi nello stesso tempo, che prendono il nome di contrazione peristaltica e tono.
Contrazione peristaltica.
La contrazione peristaltica è un movimento più lento rispetto alla contrazione muscolare del tessuto scheletrico poichè coinvolge filamenti diversi di actina e miosina.
Tono muscolare.
Il tono muscolare è indice della tensione permanente ovvero della soglia di eccitazione persistente dei filamenti muscolari. Tale indice è influenzato da diversi ormoni come la noradrenalina e la vasopressina, che determinano l'aumento della tensione del vaso (vasocostrizione) mentre le prostaglandine e la brachidinina operano l'inverso (vasodilatazione)






