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Homepage > Appunti > Patologia Umana > Classificazione dei tumori
Scritto da: lacellula il 2006-11-15. Ultima revisione : 0000-00-00. Leggi gli altri appunti di Patologia Umana.

Classificazione dei tumori

I tumori, o neoplasie, sono raggruppamenti di cellule trasformate che non possiedono i caratteri morfologici e funzionali delle altre cellule facenti parte il tessuto. Il termine neoplasia definisce etimologicamente il tumore in quanto è formato dal prefisso neo, che significa nuova, e dal suffisso -plasia, che significa formazione. Il tumore è quindi una nuova formazione cellulare.

La classificazione dei tumori.

La distinzione, e la conseguente classificazione ,dei tumori avviene grazie alla coordinazione di ricerche citologiche, che riguardano gli aspetti della singola cellula, istologiche che riguardano gli aspetti del tessuto, morfologiche, che valutano la dimensione del tumore, e funzionali, che osservano l'aggressività o l'invasività della formazione tumorale.

Tumori benigni e tumori maligni.

Una prima classificazione, operata grazie a tecniche perlopiù istologiche, è rappresentata dalla distinzione tra tumore benigno e tumore maligno. Il primo è una formazione neoplasica che tende a non invadere i tessuti e a non formare metastasi oltre ad avere la peculiarità di accrescersi in modo molto lento. I tumori benigni, infatti, tendono ad essere agevolmente contenuti dall'organismo stesso all'interno di strati di tessuto connettivo. Le cellule trasformate, in un tumore benigno, si dividono mediante mitosi in modo estremamente lento ma, per alcuni tipi, la possibilità di sintetizzare non è preclusa. Altre cellule trasformate, invece, sintetizzano in modo eccessivo in quanto non captano i segnali di "stop" che l'organismo fornisce loro. Il danno dei tumori benigni, che non sono invasivi, è determinato dalla compresione che la loro massa esegue nei confronti delle cellule sane che si trovano, pertanto, in situazioni di stress fisico.

Danno da tumore benigno
Danno da tumore benigno. Le cellule tumorali comprimono le cellule sane che subiscono uno stress

I tumori maligni, invece, sono più aggressivi. La loro crescita è incontrollata e le cellule tumorali, dette anche cellule immortalizzate, non risentono dei complessi sistemi di contenimento del numero di cellule quali, ad esempio, l'inibizione da contatto, l'apoptosi o i messaggi chimici del substrato. Le cellule tumorali si dividono in modo frenetico e tendono a rimpiazzare le cellule sane in breve tempo poichè, queste ultime, hanno tempi di vita molto più brevi rispetto alle controparti immortalizzate. Il danno derivante da un tessuto tumorale è perlopiù fisiologico in quanto la funzionalità propria del tessuto si perde con l'aumento del numero di cellule tumorali.

Classificazione in base al tipo di tessuto.

Una classificazione più specifica dei tumori riguarda il tipo di tessuto nel quale il tumore cresce. La caratterizzazione morfologica e fisiologica dei tumori è profondamente diversa in base al luogo in cui si sviluppano.

  • Tumori degli epiteli (epidermide, rivestimento degli organi). I tumori benigni dell'epitelio prendono il nome di polipi e papillomi. I primi hanno forma affusolata ed i secondi presentano molte invaginazioni. All'interno vi è del tessuto connettivale che ha la funzione nutritizia. I tumori maligni vengono definiti carcinomi o epiteliomi, ulteriormente sottodivisi, in basocellulari e spinocellulari a seconda dello strato dell'epidermide nel quale si manifestano.
  • Tumori ghiandolari. I tumori benigni delle ghiandole prendono il nome di adenomi e la loro presenza è spesso indice di iperproduttività della ghiandola in quanto le cellule trasformate hanno la capacità di sintetizzare ma non riconoscono i segnali regolativi forniti dall'organismo. I tumori maligni, invece, sono definiti adenocarcinomi.
  • Tumori mesenchimali. (Fibromi, Condromi, Osteomi). Sono tumori benigni che coinvolgono il tessuto mesenchimale e si nomenclano postponendo il suffisso -oma al tipo di tessuto coinvolto. I sarcomi (sarcomi blastici e sarcomi anablastici), invece sono tumori maligni del connettivo.
  • Tumori dei leucociti non differenziati. I leucociti non differenziati possono andare in contro ad attività tumorali, chiamate leucemie.  La leucemia è un tumore maligno che danneggia la popolazione di cellule emapoietiche presenti nelle ossa cave.
  • Tumori dei leucociti differenziati. Anche la linea differenziata dei linfociti B (vedere riarrangiamento genico dei linfociti B) e T può andare incontro a trasformazioni tumorali maligne che prendono il nome di linfomi. In base al tipo di cellula coinvolta si distinguono tumori plasmacellulari, tipici delle cellule B mature o plasmacellule, e tumori mieloidi che sono caratteristici delle linee cellulari di derivazione mieloide.

La nomenclatura internazionale.

Una primo tentativo di nomenclatura internazionale fu definito secondo dei criteri di invasività e differenziazione cellulare.

Livello Stadiazione Gradazione
 I Nessuna invasività Cellule molto differenziate
II Invasività molto limitata Cellule differenziate
III Invasività locale Cellule poco differenziate
IV Probabile metastasi Cellule indifferenziate
V Metastasi accertate Cellule non definibili in termini di differenziazione

La gradazione di un tumore.

La gradiazione di un tumore rappresenta l'analisi citologica delle cellule tumorali. Si presuppone che una cellula poco differenziata neoplasica possa essere all'inizio dello stadio tumorale a differenza di una cellula altamente differenziata che ha subito già numerose divisioni cellulari e, per questo, ha accumulato un numero elevato di modifiche nella propria struttura.

La stadiazione di un tumore

Per stadiazione si intende l'eventualità che un tumore ha invaso altri siti dell'organismo e si esprime in una scala di gradi che va da I a X, con attribuzione di crescente gravità.

Il carcinoma mammario invasivo (cancro maligno della mammella) ad esempio può essere individuato in quattro forme differenti relative alla stadiazione. Allo stadio I il tumore non è invasivo, allo stadio II inizia a sostituirsi alle cellule adiacenti, allo stadio III 3 ha una invasività accentuata e allo stadio IV si rilevano metastasi e formazioni neoplasiche in altre zone.

Il sistema TNF.

L'OMS (organizzazione mondiale della sanità) ha stilato delle linee guida  per definire in modo ancora più preciso i tumori rispetto ai sistemi di gradazione e stadiazione associandoli a delle sigle formate dalle lettere T, N ed F correlate da eventuali numeri. La lettera T serve a definire la dimensione del tumore e varia da 1 a 4 dove 1 indica un tumore minore di 3cm e 4 una invasività quai totale. La lettera L osserva l'invasione dei linfonodi e anche essa è correlata da numeri che vanno da 1 a 4 in ordine di gravità. La lettera M, per finire, indica con sole due categorie la presenza di metastasi: M0 non si assiste alla formazione di metastasi, M1 ci sono localizzazioni metastatiche. Alcune sigle hanno, dopo la lettera M, alcune iniziali del tessuto dove si osservano le metastasi.
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