Antigenic shift negli orthomyxovirus
Scritto da: Fabrizio il 2006-10-14.Data ultima revisione: 0000-00-00
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La famiglia orthomyxoviridae comprende i virus tipici dell'influenza che manifestano una spiccata tendenza a modificare il proprio fenotipo e sierotipo nel corso di brevi tratti di tempo. Per questo motivo le influenze stagionali mettono in crisi il sistema immunitario, incapace di riconoscere il virus che sebbene fa parte della stessa famiglia mostra un sierotipo tanto diverso quanto basta per far indurre una reazione primaria anzichè una, più efficiente, secondaria.
L'antigenic shift.
Questa espressione, tradotta dall'inglese, vuol dire spostamento antigenico e lascia intendere una variazione degli antigeni di superficie HA e NA. Gli antigeni HA (emagglutina) ed NA (neuroaminidasi) , infatti sono due proteine presenti nella membrana degli
orthomyxovirus che, rispettivamente, coadiuvano il virus a penetrare nella cellula ospite ed a disattivare le difese poste nelle secrezioni mucose. Il ruolo di queste due proteine, comunque, è essenzialmente antigenico in quanto il pool di difesa dell'organismo riconosce il virus grazie alla struttura delle stesse.
L'antigenenic shift come fenomeno di ricombinazione.
In linea teorica un evento di mutazione casuale, dovuto ad una errata traduzione dell' mRNA, potrebbe generare un fenomeno di antigenic shift. Una ipotesi alternativa prevede lo spostamento antigenico come un fenomeno di ricombinazione tra due, o più virus, infettanti la stessa cellula. La replicazione dell'RNA potrebbe coinvolgere filamenti presi da due "donatori" diversi con la conseguenza di fornire alla progenie dei caratteri ibridi. Un uccello, ad esempio, potrebbe infettare un maiale. La cellula del maiale infetta potrebbe essere contemporaneamente attaccata da un virus proveniente dall'uomo e la progenie virale prodotta avere caratteristiche ibride rispetto alla linea parentale e, inoltre, potrebbe avere capacità di infettare sia l'uccello che l'uomo.