Marijuana altera il dna
La marijuana è una droga appartenente alla cosiddetta classe di "stupefacenti leggeri". Il consumo delle foglie di questa pianta è universale anche nei posti, come l'Italia, dove è reato possederla o consumarla. Uno studio operato dai ricercatori dell'Università del Leicester ha messo in correlazione alcune modifiche del DNA con l'uso di Marijuana; sperimentalmente si è notato che le cellule esposte ai prodotti della droga, tra cui il THC, hanno una maggiore probabilità di incontrare eventi di danneggiamento del DNA che, in tempi più o meno lunghi, possono condurre a tumori.
Data la natura dello studio non è possibile sapere se possano esistere delle correlazioni anche nei soggetti che fanno utilizzo della droga in modo più o meno frequente. Come in tutti i casi sperimentali c'è sempre una certa differenza tra uno studio a livello della singola cellula ed uno studio che, invece, coinvolge l'intero individuo.
Cefalea, il cervello rimpicciolisce
A seguito di ripetuti attacchi di cefalea il cervello, forse per una forma di "autodifesa", pare restringersi.
Arriva da illustri esponenti del panorama ginecologico ed infantile la proposta di istituire il TSO (trattamento sanitario obbligatorio) per le mamme affette da depressione post partum.
Uno studio rileva che il consumo di alcol in età adolescenziale potrebbe recare danni non indifferenti al cervello.
Dal congresso nazionale dei Neurologi Italiani è emerso un dato: il 2% della popolazione adulta soffrirebbe di cefalea persistente.
Un miliardo di fumatori, la maggior parte maschi. È questa la stima dell'OMS che fornisce le percentuali in base al sesso.





