Le radiazioni
Scritto da: LaCellula. Visto 0 volte
Le radiazioni.
Dal punto di vista fisico con il termine radiazione si intende l'insieme di eventi che coadiuvano il trasporto di energia nello spazio. Una radiazione ha una propria forza che, nei sistemi biologici, si rileva con la capacità che questa ha di ionizzare o meno un substrato biologico. Una
radiazione ionizzante, quindi, somministra energia ad un elemento biologico che, ionizzandosi, modifica sia la propria struttura che la propria funzionalità. Le radiazioni non ionizzanti, invece, cedenono energia al substrato biologico ma in quantitativo tale da non modficare la struttura elettronica.
Esempi di radiazioni non ionizzanti.
Alcune comuni radiazioni non ionizzanti sono quelle usate per la trasmissione radio e televisiva, sia in alta che in bassa frequenza. In linea generale le onde radio, sia che queste trasmettano informazioni video (TV, Satelliti) che audio (Radio, trasmittenti) o altri tipi di segnali (GPS, informazioni varie) non sono ionizzanti e, per questo motivo, non dovrebbero rappresentare un pericolo per l'organismo animale. Sebbene i dati forniti dalle ricerche scientifiche non sono sempre concordanti, l'affermazione per la quale "una radiazione non ionizzante può determinare l'aumento della temperatura del corpo ad essa esposta" è quasi universalmente riconosciuta per cui l'esposizione a radiazioni non ionizzanti, in archi di tempo relativamente brevi o lunghi, non sembra essere un fattore di rischio per alcuna patologia. E' anche vero che l'attenzione dei comitati scientifici si è focalizzata soltanto da poco sulla ricerca della eventuale pericolosità delle radiazioni non ionizzanti per cui risultati più realistici dovrebbero essere forniti nei prossimi decenni.
Esempi di radiazioni ionizzanti.
Le radiazioni ionizzanti, invece, sono capaci di cambiare la conformazione elettronica delle molecole verso cui vengono indirizzate. L'impatto biologico derivante da tale modifica conformazionale ed elettronica è devastante per l'organismo a patto che la quantità di radiazioni da questo assorbita sia relativamente alta. Un piccolo quantitativo di radiazioni, come ad esempio quello naturalmente presente, determina si la ionizzazione dei substrati biologici ma l'intervento di particolari elementi come i
flavonoidi contrasta l'azione radioattiva sul substrato biologico riportandolo alla normalità. Ma se la quantità di radiazioni assorbita, anche tenendo in considerazione l'unità, di tempo allora i sistemi di difesa dell'animale non riescono a riparare i danni e per questo motivo possono essere i prinicpali fattori di rischio per l'insorgenza di neoplasie, malformazioni congenite e mutazioni del DNA.
Classificazione delle radiazioni ionizzanti.
Le radiazioni ionizzanti possono essere, a loro volta, suddivise in alpha, beta e gamma in base alla loro forza. Generalmente si identificano queste radiazioni con la loro capacità di passare attraverso strati di materiale più o meno solido. Ad esempio le radiazioni alpha sono quelle meno potenti e vengono bloccate da uno strato di carta, le radiazioni beta vengono bloccate da un foglio spesso di alluminio mentre per le radiazioni gamma possono essere necessari diversi centimetri di un elemento dal numero atomico elevato come, ad esempio, il piombo.